MEIS – Museo dell’Ebraismo Italiano e dello Shoah – Ferrara

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Progettisti: 3ti italia, Ferrini::Stella:;n!studio, Architettura&Restauro, Stefano Piazzi, Luigi Tundo, Silvia Morselli, Gabriele Misso.

Collaboratori: Maria Luigia Micalella

Link: europaconcorsi


Nel progettare il Museo dell’Ebraismo italiano e della Shoah si è cercato di cercare un’idea che permettesse di evitare l’accostamento tra ebraismo;Si è scelto inoltre di costruire una Sukkah\Capanna nella quale i visitatori verranno accolti al loro ingresso nel Museo. Un cambio di funzione e di significato restituisce alla città di Ferrara il nuovo lotto. Colori, luci e volumi sono protagonisti nella nuova configurazione. Il visitatore, che avrà voglia di percorrere le stanze del MEIS, verrà guidato in un mondo di conoscenza e di interazione; una passeggiata che racconta la storia dell’ebraismo dal passato ad oggi fino a scoprire strati più intimi all’interno di coni espositivi dedicati.

La Casa Leggera

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Progettisti: Gabriele Misso, Lamberto Nicoletti, Loris Rossi, Laura Pedata con Ing. Massimo Panini, Ing. Fausto Panini

Collaboratori: Maria Luigia Micalella, Valeria Giampà

Link: europaconcorsi


L’approccio all’individuazione delle problematiche e delle valenze ambientali dell’area deriva dalla fondamentale esigenza di riqualificazione nel rispetto della sostenibilità e del controllo dell’impatto ambientale secondo i principi costruttivi della biosostenibilità e della bioarchitettura con la riduzione dei consumi energetici e idrici, l’impiego di materiali e tecniche non inquinanti, biocompatibili, e non nocive per la salute dell’uomo, la sostenibilità sociale ed economica, e l’innovazione.

 

Le Briccole di Venezia

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Progettisti: Gabriele Misso & Maria Luigia Micalella


Le Briccole, elementi in legno che fino ad oggi hanno caratterizzato la Laguna di Venezia, sono state oggetto di concorso organizzato da Riva 1920, che prevedeva la realizzazione di una panchina.

La seduta è stata pensata e progettata come un elemento volumetrico che prende le sembianze di una spirale, idealmente simile ad un DNA e si ottiene grazie alle proprietà grafiche del piano rigato. Assemblando le varie aste di legno, lungo lo scheletro in metallo (172 pezzi con lunghezza variabile dai 18,5 cm ad un max di 140 cm) si otterrà una forma plastica, leggera e versatile, a seconda che sia impiegata in un parco dando un’ ottimo decoro allestitivo o lungo i viali della città o dei canali.

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Centro ippoterapico

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Progettisti: Gabriele Misso & Maria Luigia Micalella, Stefano Piacenti

Collaboratori: Domenico Ferrara


L’intento del centro ippoterapico è quello di creare nel Lazio un luogo in cui si possa portare aiuto concreto ai bambini affetti da varie patologie attraverso l’ippoterapia.

Intorno a questa struttura si faranno ruotare altre attività riguardanti il settore medico, la ricerca, la solidarietà e la cultura attraverso l’organizzazione di eventi in grado di creare momenti di empatia e socializzazione. In una superficie di circa 10 ettari immersi nel verde, gli ambulatori sono stati progettati in modo da non intaccare il suolo ma al contrario di integrarsi con esso, la base è caratterizzata da una struttura a palafitta, permettendo una maggiore flessibilità nella loro collocazione. La struttura sfrutta le energie passive attraverso la copertura, che oltre ad ospitare pannelli fotovoltaici, aiuta l’incanalamento dei venti durante il periodo estivo. Le pareti sono vetrate a sud, protette da lamelle frangisole che danno anche dinamicità al progetto, mentre a nord le pareti sono piene in legno, caratterizzate da tagli che permettono il ricircolo dell’aria.